Purtroppo, per malanni di stagione, non sono potuta andare sabato alla manifestazione per la libertà di informazione. Ho avuto però i miei inviati sul campo che al più presto faranno un resoconto di ciò che è stato, soprattutto riguardo le impressioni e le sensazioni che in piazza si sono respirate. Intanto però vorrei ripubblicare una poesia di Trilussa. So che è conosciuta, ma la trovo adattissima al momento e mai come in questo caso… repetita iuvant.
La Libbertà de pensiero
Un gatto bianco, ch’era presidente
der circolo der Libbero Pensiero
sentì che un gatto nero,
libero pensatore come lui,
je faceva la critica
riguardo a la politica
ch’era contraria a li pensieri sui.
“Giacche nun badi alli fattacci tui,
-Je disse er gatto bianco inviperito-,
rassegnerai le proprie dimissione
e uscirai da le file der partito:
che qui la poi pensà liberamente
come te pare a te, ma a condizione
che t’associ a l’idee der presidente
e a le proposte de la commissione!”
“E’ vero, ho torto, ho aggito malamente…”
Rispose er gatto nero.
E pe restà ner Libero Pensiero
Da quela vorta nun pensò più gnente.

Cara Valeria,
ho partecipato alla manifestazione di Milano sabato pomeriggio. Sono convinto anch’io che un “gatto bianco ch’era presidente
der circolo der Libbero Pensiero” (mai citazione è stata più azzeccata, visto l’uso spropositato che si fa della parola “libertà” proprio adesso che è messa costantemente in discussione sia all’interno della maggioranza sia nel resto del Paese) stia spianando ogni ostacolo e ogni avversità al suo imperituro potere. Il primo ostacolo è certamente ogni forma di libera informazione, per questo bisogna difenderla come “un’immaginaria linea del Piave”.
Un caro saluto.
P.S. Bello anche l’accostamento fra i due mister B. del post precedente
Da: Garbo su 05/10/2009
alle 4:08 PM
Ti ringrazio per l’apprezzamento. Sembra incredibile come spesso la storia si ripeta. Certo in forme dissimili, ma uguale in sostanza. E’ pericoloso il modo in cui si siano appropriati di parole e concetti chiave, così che gli abbiano dato il significato voluto da loro, facendogli perdere quello reale. Uno di questi è proprio il concetto di libertà, come hai detto bene tu. Un altro è quello che Mr B. ha dichiarato di aver introdotto nella nostra società pochi giorni fa, la “moralità”. E mi viene in mente Roberto Saviano che in piazza, oltre ad avere personalmente commosso la sottoscritta, ha ricordato come la mafia si sia appropriata dell’idea di “onore”. E’ un po’ quello che Orwell ha definito come “bispensiero” e “neolingua” in “1984″. Insomma, i letterati un passo avanti nell’analisi della società.
Grazie per le tue parole.
Da: Valeria su 05/10/2009
alle 4:21 PM
Bellissima questa poesia e quanto è attuale!
Sì, pensavo anch’io a tutte queste parole (“libertà”, “moralità” e “onore”) ormai estrapolate da ogni contesto e usate a proprio piacimento, senza alcun ritegno. Credo che stiamo vivendo uno dei momenti più bassi della nostra storia, per vigliaccheria, per disonestà e per egoismo che contraddistinguono questi personaggi che ci governano e che non rappresentano affatto l’italiano onesto e lavoratore… altro che “anti-italianità”!!!
Da: Danda su 05/10/2009
alle 5:55 PM
In verità me l’ha fatta tornare alla mente un’amica ritrovata su FB, ebbene sì, a volte funziona
Tornando a quanto dici, non posso che darti ragione.
Da: Valeria su 05/10/2009
alle 8:53 PM
Questa poesia è purtroppo illuminante e attualissima. Comunque adesso a dover tacere sono i gatti rossi…
Ciao a presto.
Da: Paolo Borrello su 06/10/2009
alle 3:51 PM
A trovarli…
Da: Valeria su 06/10/2009
alle 3:56 PM