Ieri su alcuni siti di giornali nazionali è uscita una notizia che sembra aver dato scandalo: nei contratti delle giornaliste RAI c’è una clausola che prevede la conclusione del rapporto di lavoro nel caso la collaboratrice rimanga incinta.
Per carità, cosa scandalosa, ingiusta e tremenda nel 2012. E nel 2006? Già perché esattamente sei anni fa la sottoscritta firmava un contratto di collaborazione a progetto con guadagno netto di 600 euro mensili, otto ore di lavoro per cinque giorni a settimana e clausola uguale per la gravidanza, non parliamo del previsto caso di malattia.
Come me anche molti altri colleghi e colleghe avevano questo tipo di rapporto di lavoro. Eppure lì dentro (rinomata società) non si è mai visto o sentito un sindacalista, uno. Quelli che vogliono difendere gli operai, i cassa integrati non si sono mai e sottolineo MAI preoccupati dei giovani che entrano già precari nel mondo del lavoro, che a volte aprono partita iva ma perché costretti. Gli stessi sindacati che durante il “regno Berlusconi” non hanno mosso un dito né creato problemi.
Ora ci vengono a dire che le giornaliste della RAI non hanno diritti minimi garantiti. Mi dispiace, non è giusto, per carità. Ma svegliatevi dio mio!!