Pubblicato da: Nanà | 08/04/2009

Gridare senza voce

Mi chiedo se sia giusto o meno esprimere i sentimenti che negli ultimi due giorni hanno invaso le coscienze di tutti. Mi chiedo se si possa non essere banali, scontate o “sciacalli dell’informazione” come sono tanti giornalisti di casa nostra che sembra non aspettino altro che avvenga qualche fattaccio di cronaca, per spiattellarlo in prima serata sconvolgendo tutti i palinsesti. Mi sono chiesta se effettivamente c’è bisogno anche della mia voce in una vicenda come questa. Alla fine ammetto di non aver resistito e ho scritto. Ho scritto perché sono angosciata amareggiata. Ho scritto perché ho avuto e ho paura. Molta paura.

Ricordo tanti anni fa una vacanza in Corsica. Cosa c’entra vi chiederete. Beh… eravamo in campeggio e un incendio ha devastato 18 chilometri di pineta e raso al suolo il camping, circondando la spiaggia da ogni lato dove noi cercavamo di ripararci dalle fiamme. È tremendo quando pensi che non ci sia via di scampo. Ed è indescrivibile la sensazione che si prova sapendo che si è salvi sì, ma che non hai più niente… piccolissima esperienza in confronto a quanto è successo in queste ore agli abruzzesi, lo so… ma penso a quello che ho provato e moltiplico all’ennesima potenza.

Io non posso dire se un terremoto sia prevedibile oppure no. Quando la natura si manifesta nella sua totale potenza non si può dare la colpa a nessuno. Certo è che fenomeni sismici si sono verificati continuamente per settimane in quella zona. Sappiamo che l’Italia è un paese ad alto rischio sismico. Ecco perché come prima cosa, mi sono chiesta se un piano case che liberalizzi l’edilizia, permettendo a tutti di allargare del 20% le proprie abitazioni, sia davvero quello di cui c’è bisogno. Si dice per rilanciare l’economia. Ma forse sistemare le costruzioni esistenti in modo che non crollino mietendo centinaia di vittime, potrebbe essere un modo diverso, più utile per tutti, di rilanciare l’economia. Per non parlare del ponte sullo stretto di Messina e ancora delle quattro centrali nucleari!

A quanto pare però, come sempre nessuno dà ascolto alle esigenze vere di chi vive un quotidiano pieno di sacrifici, di sudore e in questo caso, purtroppo, di disgrazie. Spero di tutto cuore che questa volta le grida di chi ha pagato arrivino non alle orecchie, ma alle teste (non pretendo al cuore, forse sarebbe troppo per loro) di chi qualcosa può fare, altrimenti sarebbe come se si urlasse senza avere voce, sarebbe come sentire senza ascoltare. E il silenzio vincerebbe di nuovo.

Io non so che altro poter aggiungere, vi lascio ai versi della famosa canzone The Sound of Silence

“And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more
people talking without speaking
people hearing without listening
people writing songs that voices never share
noone dare, disturb the sound of silence

Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows,
hear my words that I might teach you
take my arms that I might reach you
but my words, like silent raindrops fell…
and echoed the will of silence

And the people bowed and prayed,
to the neon god they made
And the sign flashed out its warning
in the words that it was forming
And the sign said, “The words of the prophets
are written on the subway walls, and tenement halls
and whisper the sounds of silence.”
The Sound of Silence Simon & Garfunkel


Sofie, la casa antisismica

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Responses

  1. Cara Valeria, davvero non ci sono parole per quello che accade nei telegiornali nazionali, dove chi paga il canone vorrebbe sentire notizie chiare e prive di stupidi commenti su audience, specialmente in casi come questi!
    Vorremmo vedere i nostri politici andare a dar un conforto vero alla gente, proponendo provvedimenti concreti, dando il segno che le spese superflue verranno cancellate in luogo di investimenti per la sicurezza degli edifici e la tutela del patrimonio artistico. Invece sentiamo solo le solite promesse e vediamo un tristissimo atteggiamento di autocompiacimento…
    Il senso di silenzio e solitudine che provano ora le persone che hanno perso tutto non trova così soluzione!

    • Mia cara Lory è tutto vero. Svegliarsi all’improvviso nel cuore della notte credendo che ci stia crollando tutto addosso fa paura. Fa paura andare a dormire perché si teme che possa accadere qualunque cosa. Non mi era mai capitato di sentire tremare la terra per così tanto tempo. 260 morti, un bollettino di guerra. Ieri sera sentivo parlare un giornalista giapponese. Un terremoto di maggiore intensità lo scorso anno ha provocato solo una decina di vittime, morte non per crolli di edifici, ma perché la pioggia ha fatto franare il terreno…
      Io mi chiedo quanto ancora dovremo strillare per far capire che siamo stanchi, che si fa sul serio, che non si scherza con le nostre vite…

  2. Ancora una volta condivido le tue riflessioni. Tuttavia penso che anche questa tragedia non ci insegnerà nulla. Tra un mese dimenticheremo tutto questo e i terremotati. Allargare le abitazioni tornerà ad essere la nostra priorità. Il Governo Italiano non è altro che l’espressione del nostro popolo. Il problema non è politico ma culturale. Dare la colpa di tutto ciò che non va in Italia a Berlusconi è fuorviante e troppo comodo. Il problema come sempre siamo noi, solidali quando la televisione moblità le nostre coscienze, ma pronti a demolire lo stato sociale quando si tratta di alzare le tasse, specialmente ai più ricchi.

    • Tutto vero, non saprei cos’altro aggiungere purtroppo 😦
      Grazie per la partecipazione!


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