Pubblicato da: Nanà | 28/05/2009

Gli abiti nuovi dell’imperatore

Abiti Nuovi Imperatore
Leggendo i giornali in questi giorni e riflettendo su quel che succede mi è venuta in mente una favola di Hans Christian Andersen, I vestiti nuovi dell’imperatore. Ecco la fiaba.

C’era una volta un imperatore a cui piaceva spendere tutti i suoi averi in vestiti nuovi. Un giorno arrivarono in città due imbroglioni che dicevano di saper tessere la stoffa più pregiata al mondo. Gli abiti tessuti con questa stoffa, secondo loro, però erano invisibili agli occhi dei più stupidi o delle persone che non erano adatte a ricoprire la carica che possedevano. L’imperatore, vanitoso, volle assolutamente incontrare i due falsi sarti e ordinò un abito nuovo. I due impostori intascarono i soldi e fecero finta di tessere per giorni e giorni la “meravigliosa” tela. L’imperatore li fece controllare dai suoi fidati funzionari che, per timore di sembrare stupidi e di perdere la loro carica, dissero che l’abito era straordinario pur non vedendo assolutamente niente.

L’imperatore, allora, decise di indossare il vestito, convinto dai commenti dei suoi sottoposti, ma, indovinate, un po’, neanche lui vedeva nulla, ma non poteva, lui, l’imperatore, ammettere quello che pensava. Quando poi “indossò” il vestito, tutti intorno a lui si complimentarono per la sua eleganza e per la sua bellezza tanto che decise di uscire per il corteo. Si sentiva a disagio perché sapeva di essere nudo, non vedeva nessuna stoffa che lo ricoprisse, ma non poteva dire niente, rischiava di passare per stupido, o peggio ancora di perdere la carica di imperatore!

Tutti gli abitanti videro il re ma non dissero niente anzi, si finsero entusiasti dei colori, della morbidezza e della bellezza del suo abito, non potevano offendere così il loro capo o passare anche loro per stupidi, finché un bambino, sì, proprio un innocente bambino disse: “Ma non ha niente addosso, il re è nudo!!”. E lui sapeva benissimo che il bambino aveva detto la verità, infatti, ebbe un brivido lungo la schiena, ma ormai non poteva far altro che portare a termine la parata così come si trovava vestito, mentre i ciambellani dietro di lui fingevano di portare in mano uno strascico che non c’era.

“La menzogna ci è familiare fin dagli albori della storia. L’abitudine a dire la verità non è mai stata annoverata tra le virtù politiche e le menzogne sono sempre considerate giustificabili negli affari politici”.
Hannah Arendt

p.s. aggiungo qui sotto il link al blog di Allegra, la sua storia merita molta attenzione

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