Pubblicato da: Nanà | 30/07/2009

Where is the song?

copertina_cd_where_is_the_song

Ormai si sa, qui si viaggia. Stavolta si viaggia in musica o con la musica. Qualche settimane fa ho assistito alla presentazione e al concerto del cd di debutto Andrea Ruta e Paulie Where is the song? L’album è interamente autoprodotto e vanta la partecipazione di musicisti internazionali quali Tony Levin, Robbie Dupree, Tom Griesgraber, Larry Lelli , Mary Gatchell tutti artisti che hanno lavorato con gente del calibro di Peter Gabriel o con gruppi quali i Pink Floyd.
Io non so scrivere di musica, non sono un’esperta quindi ho deciso di parlarne a modo mio. Sono felice. Quello ho ascoltato mi ha portato lontano, perché sono sonorità che difficilmente ho potuto ascoltare qui da noi, che forse, riguardo la musica, siamo fermi alla classica melodia italiana che tanto piace alle classifiche.
Rimanendo in linea con il trema del blog possiamo immaginare i due autori come due Maqroll, in partenza per un viaggio senza meta che li porta – e ci porta – in terre sconosciute. La ricerca inizia partendo proprio dal titolo del cd Where is the song?, attraversando trasversalmente generi musicali, luoghi fisici, ambienti sociali e situazioni quotidiane. Senza dimenticare i compagni viaggio, i musicisti, come per Maqroll, ovviamente quelli che condividono pensieri e passioni.
Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le tappe del viaggio raccontate direttamente da uno dei protagonisti, Andrea Ruta:

One: si inizia con i protagonisti della musica. La voce fuori campo, infatti, descrive cosa sia il “turnista” (da Wikipedia ), colui che viene chiamato per commissione a suonare su una o più parti musicali. Quel che abbiamo fatto è l’esatto opposto. Nel disco nessuno è stato fatto suonare per “commissione”, ma gli è stata data piena libertà.

Consumismo: ovvero la lobotomia che subiamo ogni volta che entriamo in un centro commerciale. Due voci elencano in maniera ossessiva una lista di prodotti tecnologici/commerciali in stile TRONY. Il brusio delle voci all’inizio è stato registrato il primo giorno di apertura del centro commerciale Euroma2 (a Roma, ndr), nel pieno del delirio. Le due parti di piano, all’inizio e nel mezzo sono la pace, prima e dopo la tempesta consumistica.

Utopia: l’unica cover del cd, di Tony Levin. L’arrangiamento è stravolto, (l’originale), mentre il testo parla da solo: si può tornare indietro e riprovare ciò che provavamo da bambini quando la mamma ci prendeva in braccio? Purtroppo è impossibile, è UTOPIA.

Television: ho personalmente registrato le voci che sentite dalla tv, facendo nervosamente zapping. Sono voci che vengono da ogni posto del mondo, che ci danno notizie, ma di corsa, senza soffermarsi troppo. Al giorno d’oggi non si ha più tempo per riflettere! Il tutto si svolge accompagnato da un ritmo musicale jungle ossessivo, proprio come la tv.

Ostia beach: avete mai provato a portare un cantante americano, che frequenta posti come Miami o Malibù, a Ostia, per pranzo, e poi il pomeriggio in studio a cantare un pezzo su “Ostia beach”…? Il risultato è che ora vi dirà “I love Ostia beach”.

School: non ho mai sopportato la scuola, e ancor di più i compiti delle vacanze. Un insegnante irlandese e un coro di 20 ragazzini sono i protagonisti del brano.

Factory metal: siamo in piena crisi economica. Il ritornello “il deficit spending…” è il titolo di un articolo de “Il sole 24ore”, noi abbiamo deciso di metterlo in musica e cantarlo. Il titolo del brano, invece, non ha niente a che vedere con il testo. Si chiama così perché la batteria del pezzo fu registrata più di due anni fa, casualmente, usando dei piatti di metallo, la cui marca è Factory Metal, fu solo un test per registrarli.

Encinitas: un posto meraviglioso nel quale sono stato, vicino San Diego, California. Il brano è un documentario su quel luogo, posizione geografica, abitanti, ecc.. È stato fatto in memoria di Peggy Borden, la mamma di Tom Griesgraber, che mi ha ospitato e trattato come un figlio. Inizialmente doveva essere lei a parlare di Encinitas, purtroppo poi si è ammalata. La versione in spagnolo calza a pennello, visto che a due passi da Encinitas c’è il Messico!

Metro: quanti non hanno provato cosa significhi la ripetitività di prendere la metro ogni giorno, circa 900 volte l’anno. Un inno a quegli eroi. Che tutti i giorni per andare a lavoro si immergono “nell’inferno sotterraneo della città”. Anche in questo caso, il rumore della metro è stato registrato dal vero, visto che per molti mesi l’ho presa ogni giorno, da Rebibbia a Piramide.

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Responses

  1. un cd supermegafantasticoooo!!!!!! diretto, di gusto, raffinato e nello stesso tempo facile da “assorbire” dentro di sè 😉

    • Concordo 🙂


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