Pubblicato da: Nanà | 01/09/2009

Racconti di viaggio: I parte-Barcellona

Eccoci di nuovo qua. Dopo una relativamente lunga pausa estiva si torna alla dura realtà. Devo ammettere che in queste tre settimane, durante i miei giri vacanzieri mi sono volutamente staccata dalla cronaca e dalla politica italiana. Chiedo scusa quindi, se questo e i prossimi post non saranno proprio sulla notizia, ma in fondo qui si parla di viaggi e ho deciso perciò di condividere il nostro “diario di viaggio” e raccontare quello che l’immersione in una realtà diversa ci ha lasciato. Buona lettura, o meglio buon viaggio!

Plaza de Catalunya

Plaza de Catalunya

La prima tappa delle mie vacanze è Barcellona. Ho visitato altre volte la Spagna, ma ancora non ero mai riuscita a visitare come si deve il capoluogo della Catalogna.
Partiamo con volo low-cost alle 9.30 del mattino del 7 agosto. Il viaggio è breve e decisamente tranquillo. In città fa molto caldo e noi ne combiniamo subito una delle nostre, più nello stile Totò Peppino e la malaffemmena che in quello di Maqroll. Prendiamo il treno che dall’aeroporto si dirige verso la città, ma complice una mappa della metro e dei treni non aggiornata, scendiamo alla fermata sbagliata e ci ritroviamo in mezzo al nulla. Decido di chiedere così qualche informazione, ma il mio spagnolo è un po’ arrugginito e non tutti mi capiscono in italiano o in inglese. Così ci ritroviamo nella periferia più periferia di Barcellona, sotto al sole di mezzogiorno e con i bagagli dietro. Girando e rigirando su noi stessi e intorno ai palazzi troviamo una fermata della metro e da lì è tutta in discesa 😀
L’albergo è splendido e in posizione ottimale (plaza de Espana è piena di fermate di autobus, navette e linee di metropolitana).

il nostro albergo visto dalla strada

il nostro albergo visto dalla strada

Il primo giorno così lo passiamo a passeggio fra Parc Guell e la Rambla. Oltre alla bellezza del parco progettato da Gaudì e alla vitalità di una delle strade più famose in Europa, noto subito con piacere alcuni particolari. In albergo troviamo una brochure in cui si raccomanda di stare attenti al consumo dell’acqua e di non abusarne. Si citano dei dati sul consumo durante bagni e docce. L’attenzione è generale. Infatti Barcellona, come Roma, è piena di fontanelle lungo le strade. La differenza è che qui a Roma sono senza rubinetto, quindi il flusso è continuo e lo spreco è grande, mentre a Barcellona sono regolate dalle manopole, per cui niente sprechi. Un punto in più oltre alle innumerevoli linee di metropolitana che collegano comodamente la città (tra l’altro molto più piccola di Roma).

Parc Guell

Parc Guell

Vorrei raccontarvi un ulteriore episodio. So che forse potreste pensare “ecco la solita, l’erba del vicino è sempre più verde” però questo è capitato e questo vi scrivo. Una signora di una certa età non riusciva a timbrare il biglietto della metro. La sua badante passa per prima e le indica come fare. Non appena si aprono le porte la vecchietta passa molto lentamente mentre da dietro, come dei razzi, investendo la signora, spuntano tre ragazze che si infilano con lei nel tornello e, indovinate un po’, contente ed orgogliose di aver fregato la società dei trasporti spagnola si rivelano italiane…
Continuiamo il nostro giro nei giorni seguenti recandoci presso i più comuni luoghi turistici, la Sagrada Familia e l’acquario. Devo dire che mi ha colpito l’enormità delle strutture. In verità non credo che il cantiere della Sagrada Familia finirà mai di esistere. Non sono un’esperta ma ho l’impressione che sarà difficile vedere terminata l’opera di Gaudì.

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Vorrei invece spendere un paio di parole in più sull’acquario.
So che molti di voi non approvano il fatto che gli animali siano rinchiusi in gabbie o in vasche o peggio ancora siano usati per giochi circensi e onestamente concordo. Devo dire però che è stato impressionante passare sotto squali e altri pesci mai visti prima. Le vasche sono davvero grandi e per il pubblico è difficile disturbare gli animali. Si passa infatti in un tunnel che ci avvolge completamente, attraverso un tapis roulant che evita affollamenti inutili di fronte alle vasche. Ho apprezzato il fatto che non ci fossero delfini. Ci piace pensare che la cosa sia stata voluta. I delfini sono animali che hanno coscienza di loro stessi, basti pensare che pare proprio che si riconoscano allo specchio e tenerli rinchiusi, quindi, potrebbe essere per loro ancora più doloroso che per altre specie (non che per queste sia giusto intendiamoci).
La zona di Barceloneta e del porto Vecchio offrono davvero uno spettacolo divertente e interessante. Il mare è praticamente parte integrante della città ed è stato divertente vedere come a qualsiasi ora del giorno (e a Barcellona si deve dire anche della notte) la gente andasse tranquillamente in spiaggia con il vestito da lavoro sopra e il costume sotto, in metro o in bicicletta. Sì perché il bike sharing lì funziona sul serio. Ci sono moltissimi punti in cui prendere e lasciare le bici e il lungomare ci ha ricordato un po’ quei film ambientati in California, in cui la spiaggia è completamente libera da stabilimenti balneari e sul lungomare si va in bici o con i pattini.
Nei giorni successivi, non può, ovviamente, mancare una bella passeggiata lungo il Passage de Gracia. Qui decidiamo di far visita a due delle più famose case progettate da Gaudì: Casa Batllo (la nostra preferita) e la più rinomata Pedrera.
La domenica molti negozi, compresi alcuni fast food, sono chiusi. Ma non c’è nessun problema per il pranzo, neanche per me, piccola celiaca che non può mangiare tutto ciò che proviene dal grano. Con la metro infatti raggiungiamo in breve tempo un altro fast food che prepara “bocadillos” e altri piatti “sin gluten”, il “Viena”, un locale il cui arredamento ricorda esattamente la tradizione austriaca (tranne per il cibo, per fortuna…)

Pedrera

Pedrera

Quello che ci lascia un po’ interdetti è il costo dei biglietti che dobbiamo fare per entrare a vedere qualsivoglia museo/chiesa/acquario/casa. Nello specifico ecco i costi ad agosto 2009:

-Casa di Gaudì a Parc Guell 5,50€ (volendo si può acquistare alla Sagrada Familia un biglietto che comprende l’ingresso per la chiesa e per la casa dell’artista del prezzo di 13,50 €)
-Sagrada familia 11,50 €
-Acquario: 17 €;
-Casa Battlo 16 €, in cui è inclusa l’audioguida;
-Pedrera 11+3€ per l’audioguida.

E così, come sempre, giunge il giorno del ritorno a casa. Per evitare altre scenette comiche chiediamo consiglio alla receptionist dell’albergo su quale sia il mezzo migliore per raggiungere l’aeroporto El Prat. Gentilmente ci sconsiglia la metro e il treno (apprezziamo ancora di più vista la nostra piccola disavventura) e suggerisce di prendere la navetta a Plaza de Espana. Sfortunatamente in noi non risiede proprio lo spirito di Maqroll, quanto piuttosto, stavolta, quello di Stanlio e Onlio. Sì perché la piazza è enorme e piena di fermate di autobus in ogni punto. Così decidiamo di girarla tutta in tondo e controllare ogni stop, ma non troviamo quello che ci serve, fin quando non vediamo la nostra navetta arrivare da lontano e le andiamo incontro. Ma questa, prima sparisce misteriosamente e poi ricompare. A quel punto pensiamo di intercettarla all’unica fermata che ancora non abbiamo controllato e verso cui ci dirigiamo di corsa (sempre sotto al sole e con i bagagli ovviamente), peccato che l’autobus non si fermi e tiri dritto! Sconsolati, andiamo a prendere uno dei tanti taxi fermi in piazza e in meno di venti muniti siamo a El Prat. La corsa è costata 18 euro sempre molto meno che a Roma…

Per tirare le conclusioni il divertimento è stato tantissimo, ma è rimasto un retrogusto amaro, perché riprendendo il discorso iniziale, il confronto con l’Italia di adesso non è decisamente cosa da fare, almeno per non sentirsi ulteriormente male…

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Responses

  1. Bentornata alla nostra avventuriera!
    Beh che dire… dev’essere stata una vacanza entusiasmante!
    Sapevo già della bella Barcellona attraverso altri amici e parenti che addirittura mi avevano mostrato video sul bike-sharing della città.
    Indubbiamente dal punto di vista tecnologico, ecologico ed energetico la Spagna è ben oltre l’Italia, pur avendone più o meno le stesse caratteristiche climatiche… quindi lungi da noi fare dei paragoni poiché ne usciremmo solo a testa bassa.
    C’è una cosa che però può far concorrenza… fortunatamente è l’arte! Bella la Catalogna! ;D

    • Grazie Danda! Sì è vero è stato molto entusiasmante! Non voglio fraintendimenti, Roma è una città stupenda, è la mia città e il suo patrimonio storico-artistico non ha eguali. Il problema è per chi, come me ci vive. Non è a misura d’uomo e non si fa niente per renderla più comoda, più pulita e più vivibile. Proprio questo mi rende nervosa: se solo sapessimo valorizzare al meglio ciò che abbiamo… Se si aggiunge, come hai fatto tu che la Spagna ha più o meno le nostre stesse caratteristiche climatiche, allora l’amarezza aumenta… 😦

  2. Cara Valeria,
    amo molto la Spagna, mi piace lo spirito con cui gli spagnoli affrontano la vita, il loro stile, il suono della loro lingua, la loro musica, il cibo, gli odori, l’architettura delle loro città … La Spagna è stata la meta del mio primo viaggio all’estero, quindi le sono particolarmente affezionato. Mi pare che tu abbia fatto una bella vacanza a giudicare dall’entusiasmo con cui la descrivi.
    Bentornata, ciao.

    • Grazie Garbo!
      Sì anche a me è piaciuta molto la Spagna tutte le volte che l’ho visitata. Mi piace il loro approccio alle “cose della vita”, il loro clima (simile al nostro) e la loro lingua. E devo dire in tutta onestà che negli ultimi anni mi è piaciuto lo slancio innovativo che ha permesso loro di cambiare in meglio… olè! 😀


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