Pubblicato da: Nanà | 16/09/2009

Quei farabutti

FreedomSi torna finalmente a parlare di attualità. Non posso non trattare quanto sta succedendo in questi giorni. Innanzitutto ho capito chi è che mi ha fregato i vari elastici e mollette per capelli che improvvisamente non trovo più: qualche farabutto che circonda anche me, non ci saranno mica solo in tv e politica?!

Scherzi a parte (che non riescono neanche molto bene) non ho molto da aggiungere a quanto sta accadendo ultimamente nei mezzi di informazione. Durante il ventennio c’era il Minculpop ovvero il Ministero della Cultura Popolare che controllava e organizzava i messaggi d’informazione. Oggi si è passati direttamente a mezzi privati e a servi di corte. Sue sono le televisioni commerciali, suoi i giornalisti (checché ne dica lui), suoi sono i giornali e se ogni tanto qualcuno accentua i toni della critica lo fa proprio perché con Mr B. è impossibile un confronto alla pari. Intendiamoci, Travaglio e Grillo hanno ragione quando sostengono che fra le tante domande che a lui si possono rivolgere, quelle che dovrebbero interessare di più al paese sono altre (i suoi rapporti con la mafia e la P2 tanto per citarne qualcuna). Ma in questa nazione ci accontentiamo, è già qualcosa capire se il primo ministro porta in Parlamento le sue “dame” di compagnia a rischio di ricatto internazionale, non possiamo pretendere di capire altro. Poco importa se siano o meno fatti che ci riguardano da vicino, molto più di quanto si possa pensare.

Qualcuno sostiene che Mr B. sia arrivato al capolinea, che tutto questo nervosismo dipenda dal fatto che sia perfettamente consapevole che il suo tempo di leader del centro-destra è scaduto. Basta guardare quello che succede con Fini. Forse è vero, ma l’ex capo di AN non è nuovo a retromarcia clamorosi. O forse è nervoso perché lo scandalo sessuale gli ha fatto perdere i favori della Chiesa, che, volenti o nolenti, in Italia fa il bello e il cattivo tempo.

Certo è che se mai il regime cadrà (perché di questo si tratta) non sarà per merito nostro,perché abbiamo preso consapevolezza del nostro ruolo attivo nella società civile, ma perché un potere più grande di lui e di noi ha deciso a tavolino che è ora di cambiare. Ce lo leveremo da torno (finalmente) ma noi potremo essere fieri di noi stessi?

P.s. sabato a Roma, in piazza del Popolo, ore 16, ci sarà la manifestazione indetta dalla FNSI per la libertà di stampa. Spero di esserci e di riferire a quanti non sono potuti andare, quello che è stato.

P.P.S. Guardate quanto si lavora dal caro Brunetta.

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Responses

  1. Cara Valeria,
    ineccepibile tutto, trovo molto importante ciò che scrivi a proposito della possibile caduta di B.. Se dovesse cadere adesso, cadrebbe per limiti propri e non perché il Paese ha preso piena consapevolezza della illiberalità e dell’incapacità politica sua e dei suoi accoliti. Da un cambiamento dovuto a questi motivi, seguito tuttalpiù da un po’ di risentimento per le promesse non mantenute, non nascerebbe una società migliore. E’ già successo ai tempi di tangentopoli che la magistratura e una ristretta elite si rivoltarono contro il sistema delle tangenti che stava avvelenando il Paese, ci fu un terremoto politico e sociale, molto rumore, indignazione, rabbia. Solo qualche mese dopo i magistrati erano diventati assassini, gli arresti dei corrotti e dei corruttori un tentativo di golpe della magistratura e della sinistra che voleva prendere il potere senza passare dalle urne. E al governo ci siamo ritrovati (con pochi periodi di eccezione) il sig. B. con un enorme conflitto di interessi dietro e un altrettanto enorme problema democratico (essendo il maggiore editore d’Italia, con uno spiegamento di media impensabile in ogni posto civile). Ci siamo ritrovati la Lega al governo e gli ex fascisti, oltre ad una riedizione riveduta e corretta dei portaborse dei corrotti della prima repubblica (ex DC, liberali, socialisti, ecc.).
    Un saluto.

    • Ti ringrazio Garbo per i commenti mai banali e che danno ulteriori spunti di riflessione. Quello che hai scritto è esattamente ciò che penso e che volevo dire. E’ già successo in Italia che le posizioni improvvisamente si modificassero, che i ruoli venissero confusi e che gli stessi personaggi poco affidabili, cacciati dalla porta, rientrassero dalla finestra camuffati sotto maschere ben poco diverse dalle precedenti. L’eterno ritorno dell’uguale? Forse… Quello che non capisco è che se guardo alla storia meno recente qui si viveva d’arte e d’ingegno, quello acuto, innovativo, di artisti e mecenati. Ora invece siamo una brutta copia del popolo che rifiorì nel Rinascimento. Ma forse (anzi sicuramente) il paragone è improponibile.
      Grazie ancora Garbo. Spero di avere sempre i tuoi commenti per i post.

      Approfitto per informare che la FNSI ha rimandato la manifestazione di sabato 19 settembre a Roma a causa dei tragici fatti accaduti in Afghanistan. Ma non eravamo in missione di pace???!!
      Un saluto.


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