Pubblicato da: Nanà | 19/11/2009

Per un’acqua sola

Non voglio farmi pubblicità ma vorrei che leggeste l’articolo che pubblico qui di seguito scritto ormai tre anni fa riguardo una ricerca che avevo portato avanti per La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, riguardo l’acqua potabile e le condizioni degli acquedotti italiani. Già allora si parlava di un necessario ammodernamento delle condutture, mentre ora si va esattamente verso la strada opposta. Ecco quanta speculazione c’è anche su un bene come l’acqua. Non ho più parole, posso solo dire che io, personalmente, non ne posso più.

“Gusto in brocca

“I filtri per l’acqua del rubinetto? Inutili e costosi”. Un giornalista di Famiglia Cristiana contro gli accessori per la depurazione. Impatto e falsi miti della minerale.

Facile come bere un bicchier d’acqua? Abbiamo provato a districarci fra la minerale in bottiglie di plastica, la normale acqua di rubinetto e quella trattata con filtri e brocche. Di fronte a dubbi sulla purezza, la presenza eccessiva di calcare. L’impatto ambientale e le sofisticazioni casuali o dolose, l’unica certezza è che mai metafore fu meno azzeccata. E che l’Italia è al primo posto al mondo per il consumo di acqua minerale.
“ Ogni anno ne beviamo 172 litri a testa.- spiega Lucia Venturi, responsabile scientifico di Legambiente – spendendo in media 18 euro mensili a famiglia”. Ma perché ne consumiamo così tanta? “E’ molto diffusa l’opinione che l’acqua di rubinetto non sia pura e controllata quanto quella minerale- continua Venturi- ma confrontando i parametri dei due tipi di acqua si scopre che quella potabile non ha niente da invidiare a quella in bottiglia”. Ormai esistono leggi che limitano la presenza di alcune sostanze chimiche sia nella minerale sia nell’acqua del rubinetto.
Ma di certo l’acqua che compriamo nei supermercati ha un maggiore impatto ambientale. Basti pensare ai 5 miliardi di bottiglie di plastica prodotti ogni anno per imbottigliare e al carburante utilizzato per il trasporto da un capo all’altro del paese.
Dunque possiamo aprire con tranquillità il rubinetto? Purtroppo non è così facile. “Nella mia città è troppo calcarea” dice spesso chi preferisce la minerale. Oppure spesso le condutture sono obsolete e anche se l’acqua è pura, si sporca nel viaggio verso casa. Ecco allora un’altra novità recente: i filtri che purificano l’acqua e le danno un sapore più gradevole. Negli ultimi anni il mercato degli impianti di depurazione domestici è in lenta ma costante espansione. Filtri che si applicano al tubo che porta al lavandino, direttamente al rubinetto o contenuti in alcuni tipi di brocche. Ma sono veramente utili? “In realtà- ritiene Giuseppe Altamore, giornalista di Famiglia Cristiana e autore dei libri Qualcuno vuol darcela a bere (Fratelli Frilli Editore) e I predoni dell’acqua (Edizioni San Paolo)- anche chi vende questi filtri contribuisce a denigrare l’acqua del rubinetto. Prendiamo ad esempio gli impianti a osmosi inversa. Hanno un elevato costo iniziale, tra i 1500 e i 2000 euro, e richiedono una continua spesa di manutenzione. Inoltre, togliendo dall’acqua tutti i sali mettono a rischio la qualità”. Insomma, anche questa soluzione non è esente da rischi. “I filtri compositi
costano un po’ meno, fra i 250 e 300 euro- prosegue Altamore – Se utilizzati nella giusta misura potrebbero essere utili, ma le caratteristiche di brocche e sistemi di depurazione da applicare a lavandini e rubinetti non sono disciplinate dalla legge”- Per il giornalista che da anni segue le vicende legate all’acqua questi sistemi che promettono di eliminare sapori, calcare in eccesso e residui di metalli pesanti sono innanzitutto finalizzati a trarre un profitto. “L’acqua di rubinetto è
buona e gli investimenti andrebbero fatti per migliorare le condutture- conclude- Ci si deve riappropriare del diritto dell’acqua che arriva direttamente nelle nostre case”.
Sui filtri, Antonella Profumo, docente di Chimica analitica all’Università di Pavia, la pensa in modo leggermente diverso. “Quando l’acqua arriva nelle nostre case deve essere potabile- chiarisce- Può però nascere l’esigenza per esempio di avere un’acqua con ancora meno ferro o manganese. Per questo i filtri possono essere utili, ma l’utente deve essere ben informato sul loro uso e sulla loro manutenzione. Periodicamente i filtri vanno ripuliti e controllati, altrimenti diventano facile covo di batteri”. Insomma, affinché “non ce la diano a bere” dobbiamo tenerci informati, sia la caratteristiche dell’acqua della nostra città che sullo stato di salute delle condutture.
Dopodiché…buona bevuta. E se il sapore dovesse essere ancora cattivo, c’è un ultimo accorgimento. “Spesso infastidisce la presenza del cloro utilizzato per la depurazione batteriologica chiarisce Lucia Venturi- Ma basta sapere che il cloro è un elemento “volatile”, tende a miscelarsi con i gas presenti nell’aria”. E’ sufficiente lasciare l’acqua del rubinetto in una brocca per qualche minuto, magari agitandola un po’ e il sapore sarà molto più piacevole. A un costo medio di 8 decimillesimi di euro per ogni litro.”

(La nuova ecologia, febbraio 2006, Valeria Restuccia)

Annunci

Responses

  1. Esatto!
    Basta far decantare l’acqua per farle perdere quel sapore di cloro!
    Devo ammettere che da quando sono passata all’acqua del rubinetto non riesco più a bere la minerale. Innanzitutto per i sensi di colpa… CO2 emessa in tutto il ciclo di produzione e trasporto, consumo di petrolio per la fabbricazione della plastica e poi la poca fiducia anche nella gestione delle scorte d’acqua… quante volte mi è capitato di vedere sotto il sole le balle di bottiglie d’acqua fuori dai magazzini dei centri commerciali?
    Poi i controlli effettuati sono sicuramente inferiori a quelli dell’acqua potabile da rubinetto.
    Ma adesso che fine faremo con la privatizzazione? Ci faranno pagare di più l’acqua del rubinetto? Cercheranno di evadere maggiormente gli sforamenti consentiti dalla legge per i residui?
    E saranno ancora garantiti i controlli costanti?
    Non lo so ma questa volta devo ammettere che non ce la danno proprio a bere!!! 😦

  2. Io non so proprio cos’altro aggiungere. Cosa potrà accadere adesso? Non lo so ma posso ipotizzare. I controlli diminuiranno, la condizione degli acquedotti peggiorerà, i costi aumenteranno e… non, finiremo col dover pagare l’aria che respiriamo??!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: