Pubblicato da: Nanà | 03/12/2009

Giustizia veloce…

Mentre i nostri governanti (uno in particolare e i suoi fedeli servitori) si preoccupano del modo in cui riformare la giustizia per evitare processi e condanne con la scusa di rendere la giustizia più veloce per tutti noi cittadini, facendo leggi “ad personam”, proprio noi cittadini incappiamo nelle regole assurde della burocrazia italiana.

Immaginate una persona che abbia un lavoro normale, con uno stipendio normale (al giorno d’oggi ci aggiriamo intorno ai 1100 euro netti al mese se non ricordo male le statistiche degli stipendi medi degli italiani) e che per qualche brutto motivo riceva una percentuale di invalidità civile tale che le consenta ancora di lavorare ma di potersi iscrivere alle liste delle categorie protette. Bene questa persona si reca al collocamento obbligatorio (ora Centro per l’Impiego) e le dicono che non può iscriversi nelle liste delle categorie protette. Il motivo è semplice. Si possono iscrivere solo gli invalidi civili disoccupati o con un reddito che non superi gli 8000 euro lordi l’anno (una miseria). Perché si acquista così lo stato di disoccupato e quello di persona appartenente a categoria protetta. Non solo, le viene anche detto che con i suoi 1100 netti al mese supera abbondantemente quella cifra, come se fosse un ricco possidente stile Paperon de’ Paperoni, facendola sentire anche in colpa per aver richiesto il riconoscimento di un diritto che le spetta.

Siamo al paradosso, poi, quando gli stessi operatori del Collocamento spiegano che nel caso in cui la persona in questione venga licenziata, o perda il lavoro per qualunque motivo, si possa iscrivere senza problemi. Nel caso in cui fosse assunta da un’altra parte perderebbe lo stato di disoccupata, ovviamente, ma manterrebbe quello di categoria protetta. Sono io che ormai vedo imbrogli ovunque o c’è qualcosa che non quadra?!!

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Responses

  1. Cara Valeria,
    credo che la confusione sia massima sotto il sole e che la disperazione autentica sia in crescita. Prevale la perdita di ogni speranza e l’apatia, manca persino la voglia di lottare. Forse il vero problema è questo stato comatoso in cui ci siamo ridotti.
    Un buon fine settimana.

  2. Posso solo che essere d’accordo, ma sarebbe arrivato il momento di svegliarsi.
    Grazie del contributo, come sempre!


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