Pubblicato da: Nanà | 18/01/2010

“Radici”

Non ci sono molte parole per commentare quanto sta accadendo ultimamente. Il 2010 è appena iniziato e ci riscopriamo schiavisti e sfruttatori. E’ proprio vero che cerchiamo di riprendere tutto, ma proprio tutto dagli Stati Uniti, con la differenza che qui le “loro novità” arrivano sempre con un po’ di ritardo. Lì ora hanno un presidente nero, da noi i neri sono usati per raccogliere le arance (ironia della sorte lo stesso frutto che nel detto popolare si porta in galera quando si va a far visita al carcerato). Radici, il romanzo di Alex Haley che racconta la storia dello schiavo Kunta Kinte, è del 1976, ma l’abolizione della schiavitù si fa risalire intorno ai secoli XVIII-XIX. E infatti loro, gli immigrati, non ci stanno e fanno qualcosa che per noi è diventato davvero strano, inconsueto, si ribellano per ottenere un diritto. Sarà vero che saranno loro a salvarci…?

Annunci

Responses

  1. In un mio post ho condiviso quanto affermato da Saviano circa il fatto che ormai la difesa dei più elementari diritti è affidata ai migranti.

  2. Sì ho letto e concordo pienamente con tutti e due. Non sappiamo più cosa voglia dire avere dei diritti e combattere per ottenerli o per non farceli togliere, ove andremo a finire?

  3. Sono rimasto sconcertato dai fatti di Rosarno, se anche il sud (che da secoli è entrato in contatto con tutte le culture e in cui convivono da decenni la cultura nordafricana con quella italiana) ha queste reazioni, allora la faccenda è davvero grave. Di Saviano, non saprei se quella sia stata una reazione contro la ‘ntrangheta, è possibile, ma non ne condivido le conclusioni. La storia ci insegna che è più facile coalizzarsi in organizzazioni para-mafiose per combattere compatti l’ostilità, la diffidenza e lo sfruttamento che si trova nei luoghi in cui si emigra. La “mano nera” (quella che poi si chiamerà mafia) fece fortuna in America su questi presupposti. Difficilmente ci si organizza in gruppi che rivendicano legalità e rispetto; si contrappone un controllo interno (mafia interna) ad uno esterno (mafia esterna).
    Ciao.

    • Questa purtroppo è una possibilità. Ed è uno dei motivo per cui dovremmo affiancarci a questa povera gente. Le ragioni di quella che sembra essere una loro battaglia in verità appartengono anche a noi, noi che dovremmo evitare che anche loro finiscano in mano alla mafia esterna, come la chiami giustamente tu.
      Il sud è vero, è sempre stato più in contatto con la cultura africana e orientale, ma ormai la tendenza generale è alla chiusura e alla conservazione, ma di cosa?
      Un saluto


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: