Pubblicato da: Nanà | 12/04/2010

“Scroscianti applausi”

“Chi ha attentato alla mia vita mi ha lasciato sfigurato e deforme, ma posso assicurarvi che la mia risoluzione non è mai stata più forte. Nell’intento di garantire la sicurezza e una durevole stabilità, la Repubblica verrà riorganizzata […] per una società più salda e più sicura”

Provate a indovinare di chi sono queste parole. Chi vi ricordano? Ecco non credo sia la persona a cui state pensando in questo momento, ma il parallelismo è inquietante.
Sono passate anche le elezioni regionali e il risultato è a dir poco disastroso. Non voglio star qui a fare analisi post elettorale, ne abbiamo già avute abbastanza. Vorrei solo porre delle domande, visto che si parla tanto di riforme.

Quali riforme? A cosa servono? Davvero c’è bisogno di cambiare l’assetto governativo in una repubblica alla francese o alla tedesca, col doppio turno, a un turno solo, cambiando la legge elettorale o mantenendo la stessa porcata a nome Calderoli?

Oppure è il caso di occuparsi di lavoro, precariato, di cassaintegrati di imprese che chiudono, di bambini che mangiano pane e acqua nelle mense scolastiche, della ricerca e dell’università, dei rifiuti mai spariti a Napoli e ora apparsi anche a Palermo, dell’inquinamento, di informazione libera, di evasione fiscale, di nuove energie che non solo eviterebbero sprechi e smog ma che potrebbero dare nuovi posti di lavoro e tanto altro ancora.

Insomma di materiale per un’opposizione forte ce ne sarebbe, e in effetti la società civile cerca di muoversi proprio in questo senso (si pensi ai grillini, anche se in verità non riesco a capire fino in fondo Grillo, oppure al popolo viola), peccato che la leadership d’opposizione sia caduta in coma profondo.

Nel frattempo sua maestà (nonostante o forse proprio a causa della perdita di otto punti percentuali rispetto alle ultime elezioni) si sta armando per riformare lo stato.
A me sembra il delirio completo di uno schizoide con manie di persecuzione e di grandezza. Ecco chi ha pronunciato le parole sopra citate.

Inquietante paragone. Azzardato? Non credo proprio, pensavamo che fosse fantascienza e invece…
E i suoi servi che fanno? Applaudono. Giusta conclusione quindi:

“E’ così che muore la libertà, sotto scroscianti applausi”

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Responses

  1. Cara Valeria,
    io non so più cosa pensare, in Thailandia stanno riportando al governo con una sollevazione popolare un miliardario con un imbarazzante conflitto d’interessi, proprietario di una concentrazione di media da far invidia a Barlusconi e a Murdock, già condannato per varie e losche vicende (il parallelismo è ancora più serrato, stiamo esportando democrazia 😉 ). In Italia peggio stiamo e più ci si aggrappa a questi omini che hanno ampiamente dimostrato una incapacità non commensurabile.
    Perché le persone perbene, quelle oneste, quelle che lavorano, pagano le tasse e sono l’orgoglio della nostra Nazione, non si fanno avanti a prendere le redini di questo Paese?
    Un abbraccio.

  2. Hai assolutamente ragione, ormai è il delirio completo. Il nanetto poi ne tira fuori almeno almeno una al giorno e quello che sua moglie disse di lui non molto tempo fa (“è malato”) si dimostra essere sempre più vero. Quello che preoccupa, come dici tu, è il consenso. Bisogna anche dire però che molti, se non tutti, i regimi autoritari sono nati con il grande consenso della gente. Nel film Matrix, la matrice era un programma per controllare la vita delle persone, quelle stesse persone che non si opponevano alla tirannia subita, ma la supportavano. Strano ingranaggio il nostro cervello…
    un grande saluto carissimo Garbo

  3. L’Uomo è un animale culturale. A differenza degli altri animali, senza conoscienza e apprendimento, non è in grado di sopravvivere grazie al solo istinto. La conclusione: la democrazia non è autosufficiente, la democrazia senza cultura non funziona.

  4. Verissimo. Per Aristotele la politica si basa sul rapporto sociale (elemento necessario, insito nella natura umana), deve essere condotta dalla saggezza, con lo scopo di ottenere il bene della gente. Lo Stato è il fine ultimo delle forme di convivenza sociale. Per lui ogni forma di governo positiva ha un suo corrispettivo negativo. L’oligarchia (governo di pochi) per esempio è una forma cattiva, perché chi gestisce il potere lo fa indebitamente, senza pensare al bene comune ma a favore di pochi a scapito degli altri. Che vi ricorda?

  5. Cara Vale… molte delle tue domande sono anche le mie. Guardando i tg non si sente parlare d’altro che dei problemi giudiziari del premier, delle sue trovate sensazionali, di preti sulle difensive e di PIL in rialzo. E poi di notizie prive di ogni senso che mirano solamente al gossip.
    Dei problemi che ogni giorno invece noi viviamo sulla nostra pelle… nulla!
    Non riesco a capire cosa sta passando nelle nostre teste! 😦

  6. Proprio così, mia cara, pensare costa, e se troviamo qualcuno che lo fa al posto nostro e si prende anche la responsabilità ben venga: ci pone nella comoda situazione di “simpatizzanti (a volte fino al fanatismo, come nei casi dei regimi da te citati) o in quelli degli oppositori (talvolta altrettanto fanatici). E’ così che deleghiamo parti di impegno e di responsabilità a chiunque, giustificando anche abusi di potere e che in fondo le cose non vadano come era stato promesso.
    Ti rinnovo il saluto.

  7. Caro Gabriele,
    la cultura è in genere una buona cosa, ma non è un deterrente democratico, ti faccio notare come il nazismo e il fascismo furono sostenuti in buona fede da grandi pensatori (Martin Heidegger e Luigi Pirandello, solo per citare un nome per parte); ma ciò non ha impedito l’olocausto degli ebrei, tanto è vero che subito dopo quella immane catastrofe ci si interrogò a fondo sulla cultura occidentale e si misero in discussione le sue stesse radici.
    L’essenza della democrazia è invece la partecipazione, con la cultura fai le oligarchie (come Platone nella Repubblica), solo quando tutti quanti possono (e debbono) intervenire, quando tutti (persino le idee più stravaganti o ritenute deleterie) sono rappresentati, allora vige la democrazia. E in democrazia la stessa partecipazione, il numero, i reciproci interventi, l’arte di conquistare alla propria causa quante più persone possibili, farebbe si in maniera quasi automatica, che sopravvivano le idee migliori, le soluzioni più eque, i rimedi che sono condivisi dai più. Questo perché si spera fortemente che il numero, le alleanze, la socialità, che sono state essenziali per la sopravvivenza della specie, facciano si che le idee deleterie non predominino fino a distruggerci, ma che in definitiva predomini qualcosa di positivo.
    Il male maggiore di una democrazia è la scarsa partecipazione, è l’inizio per un regime, perché una democrazia poco partecipata è una democrazia dimezzata, priva di opposizione, di contrappesi importanti, di limiti al peggio. Anche il mercato avvalora la stessa regola, l’attuale crisi economica è dovuta non al mercato in generale, ma alla concentrazione del mercato nelle mani di pochi gruppi economici di enormi dimensioni, che hanno agito eliminando ogni contrappeso e ogni limite alle loro speculazioni. Spianando ogni opposizione; ecco, siamo vicini ad un regime quando chi comanda strilla che ha poco potere e vorrebbe spianare chiunque gli si opponga anche solo debolmente.
    Un saluto.

  8. Democrazia, partecipazione… parole vuote e prive di senso se non poggiano su basi solide. e le basi solide sono l’azzeramento degli squilibri sociali e l’affrancazione dal bisogno. Ma per “teorizzare” e programmare queste riforme ci vuole ben altro che il personale politico di cui disponiamo.
    Saluti e grazie per il video.

  9. Questa discussione mi piace tantissimo! Ognuno di voi contribuisce al dialogo in modo positivo e propositivo, credo che sia una manifestazione di “democrazia” (ebbene sì) come non se ne vedono da tempo. Noi italiani siamo molto pigri, ci piace molto la presenza di qualcuno che si prende la briga di decidere al posto nostro. Non dovremmo forse cominciare a fare sul serio qualcosa di concreto?
    Un saluto a tutti
    p.s. riguardo il video, l’idea me l’ha data Gabriele, onore al merito 🙂
    saluti

  10. Caro Enzo,
    se democrazia e partecipazione ti sembrano parole vuote è perché non siamo più capaci di riempirle con la nostra presenza, anche tu vuoi delle cose: “azzeramento degli squilibri sociali”, “affrancazione dal bisogno” (questa poi quando hai un minuto di tempo magari me la spieghi, significa che non avremo più né fame, né sete, né freddo ….?), un nuovo “personale politico” … come pensi di ottenerle tutte queste cose? Con l’esercizio del voto, con la lamentela continua o magari con una lettera a Babbo Natale?
    Un saluto.


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