Pubblicato da: Nanà | 05/08/2010

Il leone e il rinoceronte

Nella savana vivevano una leonessa e una rinoceronte femmina. Entrambe avevano un cucciolo, un piccolo leone e un piccolo rinoceronte. Le due femmine erano molto amiche. Erano sole nella savana e si aiutavano a vicenda.

Un giorno la rinocerontessa si accorse di essere molto malata e prima di morire chiese alla leonessa di prometterle di badare sempre ai due cuccioli e di assicurarsi che questi curassero la loro amicizia come qualcosa di sacro. Così fu. La leonessa si prese cura dei cuccioli e poco prima di morire si fece promettere solennemente da entrambi che avrebbero avuto per sempre cura l’uno dell’altro. “Ho costruito due capanne, una al di qua e una al di là della collina. Ognuno di voi abiterà in una di queste e sarete amici per sempre”. Poi la leonessa morì e i due animali obbedirono alla sua richiesta.

Passò del tempo ed entrambi erano curiosi di sapere cosa faceva il proprio amico dall’altro lato della collina. Così un giorno si incontrarono e il rinoceronte chiese al leone “Cosa fai tu durante il giorno?” e il leone “Mi alzo, mi stiracchio, guardo a est e a ovest e mi tengo allenato. Tu invece cosa fai?” “Mi alzo, mi stiracchio, bevo e tengo affilato il mio corno” rispose il rinoceronte.
Così i due si salutarono e tornarono nelle loro rispettive tane. Ma qualcosa non andava.

“Perché il leone si allena tutti i giorni? Non si starà mica preparando ad attaccarmi?” pensava il rinoceronte.
“Perché il rinoceronte affila sempre il suo corno? Non si starà mica preparandosi per attaccarmi?” pensava il leone.

Questi pensieri divennero ricorrenti, fino a trasformarsi in una vera e propria ossessione. Entrambi, infatti, cominciarono a spiarsi a vicenda e ogni mossa che faceva l’altro era, per chi spiava, una conferma dell’intenzione di attacco. I due animali controllavano ogni movimento dell’altro, ormai giorno e notte.

Nella loro testa sempre le stesse parole: “Lo sapevo, guardalo, vuole attaccarmi, lo sapevo!”. Finché, un giorno, mentre ognuno spiava l’altro, inevitabilmente i loro sguardi si incrociarono, un secondo e si saltarono addosso. Quel giorno fu fatale per entrambi, che non mantennero la promessa fatta alle loro madri, non si presero cura della loro amicizia e non seppero mai perché arrivarono a quel punto.

Con questa storia vi auguro davvero, stavolta, buone e serene vacanze, ovunque e con chiunque.

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Responses

  1. Cara Valeria,
    una bella favola, molto significativa. In fondo è facile poter osservare come i rapporti fra individui o fra popoli si pongano spesso come contrapposizione e come scontro. E questo a dispetto di accordi, di promesse, della logica e persino di sentimenti … anzi, proprio quando ci sono in ballo dei sentimenti lo scontro sembra farsi più duro.
    Un caro saluto e buona vacanza se sei ancora in ferie.

    • Ti ringrazio Garbo! Purtroppo le vacanza sono finite e si è ritornati alla solita vita quotidiana fatta di corse fra mille impegni, ma con una promessa: speriamo di poter curare i rapporti a cui teniamo molto più di quanto non sia stato fatto in passato.
      Un caro saluto a te!


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