Pubblicato da: Nanà | 08/10/2010

Premio Nobel a Vargas Llosa

Sono felice di fare una piccola dedica al vincitore del Nobel per la letteratura di quest’anno, Mario Vargas Llosa, scrittore e saggista peruviano.

In fondo questo blog nasce riprendendo le parole di un altro scrittore sudamericano, Mutis, per questo credo sia più che giusto, durante il nostro viaggio, fare tappa presso alcune frasi di uno dei testi di Vargas Llosa, Storia di Mayta. Leggete attentamente!

Correre di mattina lungo il molo di Baranco, quando l’umidità della notte impregna ancora l’aria e rende i marciapiedi scivolosi e lucidi, è un buon modo per cominciare la giornata. Il cielo è grigio, anche d’estate, perché il sole non compare sul quartiere prima delle dieci, e la foschia rende impreciso il limite delle cose, il profilo dei gabbiani, il pellicano che attraversa in volo la linea frantumata della scogliera. Il mare ha un aspetto plumbeo, verde scuro, fumante, adirato, con macchie di spuma e onde che avanzano sempre alla stessa distanza verso la spiaggia. Talvolta una barchetta di pescatori si dimena fra le scosse; talaltra una raffica di vento scosta le nuvole e compaiono in lontananza La Punta e le isole terrose di San Lorenzo e del Frontón. È un paesaggio bello, a patto di fissare lo sguardo sugli elementi e gli uccelli. Perché quanto ha fatto l’uomo, invece, è brutto.”

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