Pubblicato da: Nanà | 11/10/2010

Chi mangia da solo si strozza

Manifesti del PDL e della Lega a Roma

Questa che vedete sopra è la foto di uno dei tanti manifesti apparsi in questi giorni a Roma dopo il pranzo a polenta e pagliata fra il sindaco di Roma Alemanno e il leader della Lega Nord Umberto Bossi.

Ecco vorrei dire due parole riguardo l’intera situazione romana. Tralasciamo gli insulti, continui ormai da vent’anni. Tralasciamo il fatto che quel pranzo sia stata l’ennesima farsa atta a prendere in giro i romani, che saranno buoni e cari, ma mica poi tanto scemi. Tralasciamo gli insulti che si sono sentiti durante il suddetto pranzo. Ma soffermiamoci su un paio di cose, una che riguarda la Lega e l’altra il sindaco di Roma Alemanno.

La prima. La Lega non fa altro che parlare di “Roma ladrona”, di secessione, di Padania libera. Inculca nella testa della gente frasi fatte e razziste, ma, mi chiedo, perché ormai sta qui, proprio a Roma, a prendere i soldi di tutti noi senza dar cenno di voler andarsene veramente? Sarà il caldo clima romano? Saranno le bellezze della città, uniche al mondo? Saranno i soldi? Sarà il potere?!

La seconda. Il maggior problema di Roma, si sa, è il traffico e il caos (non la criminalità, argomento su cui Alemanno ha vinto le elezioni). Negli ultimi due anni la situazione è tragicamente peggiorata in tutta la città e sotto tutti i punti di vista. I mezzi pubblici si contano sulle dita di una mano. La costruzione della metro C è ferma. E dulcis in fundo si pagherà il pedaggio sul GRA.

Per non parlare delle iniziative culturali. La Città dell’Altra Economia sta per chiudere. Casetta Rossa ha rischiato di fare la stessa fine. La notte bianca è stata depennata dal calendario comunale. Le iniziative per piccole imprese volte ad accogliere i turisti stranieri, numerosissimi nella capitale, vengono stroncate sul nascere da una burocrazia complicatissima.
E non parliamo della situazione inquinamento – raccolta dell’immondizia.

Ecco direi che c’è molto a cui pensare. Chi ha pagato il pranzo a Bossi sindaco Alemanno? Aveva paura di strozzarsi pranzando da solo?!

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Responses

  1. Brava Vale!!!
    Hai coraggio a far chiarezza sugli scempi che la capitale sta vedendo ultimamente!
    Manco a Roma da tre anni e ogni qual volta vi rimetto piede la trovo sempre peggiorata.
    Spariscono dei punti di riferimento per la gente che ama la città, peggiora il traffico, ci sono meno mezzi pubblici… ultimamente mi sono ritrovata a dover chiamare un taxi per mancanza del servizio notturno in un sabato estivo appena dopo la mezzanotte!
    Consiglio veramente di prendere a cuore, poi, la causa sulla Città dell’Altraeconomia, un centro così virtuoso che sembra veramente incredibile debba fare la fine di essere chiuso o dato in gestione a privati!
    Grazie per l’opportunità di sfogo.
    Se Alemanno continua così e dal momento che ci farà pagare pure il pedaggio sul GRA, credo proprio che Roma non mi vedrà più! 😦

    • carissima Danda grazie a te per il contributo. Quante volte abbiamo parlato di questo argomento e quante volte mi hai detto che stando fuori e tornando a Roma hai l’impressione di vedere ogni volta il declino sempre più grande della città. Anzi grazie per lo spunto riguardo i taxi.
      Ricordo quando non molti anni fa i tassisti bloccarono completamente -senza preavviso- Roma non consentendo il normale scorrimento del traffico, a causa del tentativo dell’allora sindaco di aumentare il numero delle licenze, consentendo in questo modo una concorrenza maggiore e un miglioramento dei prezzi per gli utenti. Ecco quella storia è ovviamente terminata a favore dei tassisti che applicano tariffe allucinanti. Continuiamo così.

  2. Cara Valeria,
    sono le follie (contraddizioni è troppo poco) di questa politica; alla fine si offende perché i voti al nord arrivano da chi molto semplicisticamente pensa che loro lavorano per mantenere gli altri (che non farebbero niente) e si chiede “scusa” perché comunque con questi altri si sta al governo. Il risultato? Polenta e pajata … improponibile ad ogni latitudie. Ecco, proprio questo piatto, questo pranzo, sono l’emblema di ciò che oggi passa per politica.
    Un saluto.


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