Pubblicato da: Nanà | 07/11/2010

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”

Ho appena finito di ascoltare il discorso di Gianfranco Fini e in casa, giustamente, sono subito cominicati i primi commenti.

Bel discorso, per carità. Si è parlato davvero di politica, del paese e non di barzellette, di congiure, di fantasmi dei nemici pubblici. Uno di quei discorsi a cui, in Italia, non siamo più molto abituati.

La mia perplessità però rimane. E non solo per il recente voto sullo scudo giudiziario votato anche dai finiani. Rimane perché la conclusione è stata questa: sono state chieste le dimissioni di Mr B. per allargare l’attuale assetto della maggioranza anche all’UDC. In caso contrario i ministri di Futuro e Libertà si dimetteranno.

Innanzitutto non credo affatto che uno come Mr B. rinunci alla poltrona, figuriamoci.

Ma se poi per caso, Mr B. preso, in tutta la sua vita, dal primo lampo di responsabilità nei confronti del paese, colto da un’illuminazione improvvisa che lo rendesse un uomo sano di mente e si dovesse dimettere, davvero lo scenario sarebbe di nuovo formato dai fantastici quattro??!! (Berlusconi, Bossi, Fini e Casini)

E se invece non si dovesse dimettere, davvero i ministri di FL si farebbero da parte e si aprirebbe una crisi di governo?

Forse è solo la mia incapacità di capire le “tattiche della politica”, ma la prima impressione è che Tomasi di Lampedusa insegni: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

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