Pubblicato da: Nanà | 23/11/2010

Rosaria Capacchione

Oggi vorrei segnalare alcuni estratti di una bella intervista a Rosaria Capacchione – di Sandra Amurri su Il Fatto Quotidiano di venerdì 19 novembre 2010 – giornalista sotto scorta per aver denunciato la Camorra e a cui lo stesso Roberto Saviano ha detto di ispirarsi.

“D: Rosaria, partiamo dall’arresto di Antonio Iovine, a casa sua. Tu sei stata minacciata dal cugino e da sua moglie mentre presentavi il libro sul boss Setola. Che ne pensi?

R: Che se non l’avessero preso a casa sua sarebbe stata una notizia: avrebbe voluto dire che non poteva più contare sulle dovute protezioni nella sua terra. […].

D: Dopo le affermazioni di Saviano a Vieni via con me si è messa in moto la macchina del fango. Saviano è uno che copia, inventa o è uno che ha fatto conoscere al mondo i casalesi?

R: Non mi piacciono le polemiche, non servono. […] Saviano ha scritto un libro e grazie al suo libro è passato un messaggio talmente forte da squarciare la cortina di silenzio. Ti dico di più. Le minacce io le avevo avute molto prima di Gomorra: se ho la scorta è perché mi è stata data sull’onda di Saviano. Vedi io preferisco restare ancorata ai fatti. Fino a 5 anni fa nessuno sapeva chi fossero i casalesi ora, come dici tu, in tutto il mondo sanno che è un’organizzazione criminale pari a Cosa Nostra. Questo è accaduto dopo Saviano. Punto.

[…]

D: Chissà quanto ti condiziona la scorta…

R: Mi rompe eccome. Se non ho voglia di parlare al mattino, come mi capita spesso, sono costretta quantomeno a dire “buongiorno”. Se devo andare a comprare un paio di mutande sono costretta a condividerlo. Insomma una bella rottura. Ma è il prezzo del gioco, a quanto pare.

D: Sei nell’elenco di Newsweek delle donne che rompono gli stereotipi dell’Italia berlusconiana. Non mi dire che ti lascia indifferente.

R: No, mi fa ridere. Vuol dire che siamo rovinati. Non vorrei apparire retorica, ma qui non c’è bisogno di eroine ma di gente normale. Un eroe è sempre un buon alibi: dispensa dal fare il proprio dovere, è un po’ come i santi.

[…]

D: Essere donne e fare questo mestiere è più duro?

R: Ho cominciato quando non lo era. Oggi per le ragazze è più complicato. Mi raccontano che le aziende prima di assumere ti chiedono se hai intenzione di sposarti, di avere figli. Quando io avevo 20 anni era inammissibile. E se accadeva seguiva di sicuro uno sciopero.

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Responses

  1. Gentile Signora Capacchione,

    voglio che sappia che è nei miei pensieri e che prego affinchè la sua vita vada avanti e Lei possa fare il Suo lavoro. Grazie per il Suo coraggio e grazie anche per il coraggio che da ad altre donne.

    • Che dire… tutto completamente condivisibile.

      P.S. Ovviamente benvenuta Laura!


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