Pubblicato da: Nanà | 31/08/2012

Grillo way of life

Il titolo stavolta va spiegato. Non mi riferisco a Grillo e al suo Movimento 5 stelle in particolare, ma al modo di pensare che vedo diffondersi rapidamente negli ultimi tempi. Certo è frutto di un lungo periodo di malgoverno e di mancanza totale di alternative ,a credo debba essere combattuto.

Questo blog parla del viaggio, il titolo è esplicito per chi conosce i romanzi di Alvaro Mutis, è basato sul piacere di conoscere e di esplorare luoghi nuovi, ma tutto questo ha obbligatoriamente un punto di partenza fondamentale: sapere qual è la propria casa e riuscire ad amarla sul serio.

Sappiamo bene quali sono i problemi italiani (e parlerò di Roma in un altro post) ma è ormai diventato di moda pensare che qui è tutto un problema, tutto “uno schifo” e credere che fuori, all’estero, negli altri Paesi, nelle altre capitali europee sia tutto perfettamente in regola. Sicuramente alcune cose funzionano meglio da altre parti, vent’anni di berlusconismo non ancora completamente decaduto poi ci hanno massacrato culturalmente e civilmente e a livello personale hanno intaccato lo spirito, ma mi ricordo le parole di un mio professore in seguito alla mia demoralizzazione: “Per favore no, non puoi, tu come tutti quelli della tua età, altrimenti è finita”. Non è facile lo so e non si possono nascondere i problemi sotto al tappeto. metto anche me non calderone delle critiche sia ben chiaro.

Il vocabolario indica esterofilia come il sopravvalutare tutto ciò che riguarda lo straniero, parla di “sudditanza psicologica”. E infatti una psicologa ha detto che è una condizione tipica di chi si dichiara di mentalità aperta, pronto ad aprirsi a ciò che viene da fuori e a non uniformarsi alla massa, ma poi non sa distinguere, in verità, dichiarando che tutto quello che riguarda il proprio Paese è meschino, inutile, malfunzionante, dimostrando così di non essere così aperto mentalmente, anzi il contrario.

Non voglio nascondere i problemi che abbiamo, lo ripeterò fino alla nausea, ma sono anche stanca di sentire e vedere atteggiamenti snob nei confronti di tutto quello che abbiamo, che ancora non è tutto da buttare. E sono stanca di sentire lamentele su tutto quello che non va come se le cose dovessero piovere da cielo. Credo che dovremmo imparare a essere più corretti, equilibrati, propositivi, in grado di riconoscere le opportunità e apprezzare ciò che abbiamo per poter riconoscere un eventuale problema e poterlo così migliorare. Insomma credo che dovremmo imparare a essere civilmente responsabili, cittadini.

Andare all’estero per vedere altri posti è sacrosanto e se si scopre che qualcosa funziona meglio che a casa nostra credo che si abbia il dovere civico di tornare per cercare di migliorare cosa invece non va. Invece siamo abituati a pensare al nostro orticello e a pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde.

Ogni posto ha i suoi pro e i suoi contro, così come con le relazioni, nessun uomo e nessuna donna saranno mai perfetti per noi, ma saranno il nostro uomo, la nostra donna, coloro che ci fanno sentire a casa.

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Responses

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. E’ passato quasi un anno da quando hai scritto questo post.
    Molto poco sembra essere cambiato nella percezione che abbiamo del nostro paese.
    E’ ormai piu’ di un mese che sono a Monaco e posso dire che qui le cose obbiettivamente funzionano diversamente e funzionano meglio.
    Il problema e’ che funzionano talmente tanto meglio che all’inizio ti chiedi se tu sia capitato in un posto strano, un’eccezione alla regola. Dopo un po’ capisci che l’eccezione alla regola si chiama Italia.
    Italia dove le tasse che paghi non corrispondono neanche minimamente ai servizi che ricevi.
    Italia dove ormai le mani delle mafie e della corruzione sono in ogni punto del sistema e ti obbligano a scendere continuamente a patti con te stesso.
    Italia, dove spesso non solo devi rinunciare ai tuoi sogni ma gli sforzi per semplicemente incamminarti sulla strada che ti ci dovrebbe portare e’ irta di difficolta’ ingiustificate.
    Da qua, 400 Km circa di distanza da confine, mi chiedo perche’? Perche’ li e’ tutto cosi’ difficile, ingiustificatamente difficile.
    Ciao, spero che ricomincerai a scrivere qualcosa.


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