Tempo fa ho scritto un post dal titolo Pausa di riflessione. A causa di impegni vari e incombenze varie non ho ancora scritto il seguito. Comunque oggi si parla di Berlino, l’ultima tappa dei miei viaggi.

Il viaggio da Roma a Berlino è decisamente comodo, partenza da Roma Fiumicino e in due ore scarse arrivo nella capitale tedesca. Ammetto qualche difficoltà nel capire quale fosse il biglietto per il treno che ci avrebbe portati in albergo, ma alla fine siamo usciti vincitori (non senza qualche fastidio dei tedeschi in fila alla macchinetta dietro di noi…).
Difficile non notare immediatamente, per me che vengo da Roma, la presenza di innumerevoli linee ferroviarie all’aperto e metropolitane sotto terra. Ci sono due anelli ferroviari che girano intorno alla città nei due sensi opposti, mentre le altre linee tagliano Berlino da parte a parte, collegando così ogni zona. Un sogno per noi romani…
Le giornate sono dedicate alla visita della zona Est di Berlino. Fanno impressione le strade larghissime costeggiate da viali alberati e da piste ciclabili dove letteralmente sfrecciano centinaia di persone in bici. Sono quasi più pericolose delle macchine!! Altro sogno per noi romani, anche se c’è da dire in verità che Berlino nasce su un territorio completamente pianeggiante, mentre Roma… sui sette colli e questo certo non facilita gli spostamenti in bicicletta. E’ pur vero però che per loro è assolutamente normale avere una bici, visto che hanno anche la possibilità di caricarla sui vagoni delle metropolitane e per strada c’è sempre almeno una corsia per loro. Tutto questo fa sì che Berlino sia una città in cui non ho visto code o traffico bloccato!
Sono diverse le zone nevralgiche di Berlino. Alexander Platz ovviamente, Potsdamer Platz, la porta di Brandeburgo, Unter den Linden, Ku’damm, una sorta di via Veneto visti i prezzi dei negozi che invece diminuiscono se ci si allontana dal centro. Per visitare il Parlamento invece è necessario prenotare online con tre giorni di anticipo. Io purtroppo non lo sapevo e non sono potuta entrare, non avendo giorni sufficienti a disposizione. Consiglio di fare comunque il giro in battello da cui si può vedere una parte del Parlamento a cui non si accede in nessun altro modo. Davvero particolari i locali nel quartiere Nikolaiviertel.
Effetto particolare, triste forse, lo provocano i resti del Muro e il Memoriale all’Olocausto.
Una chicca: i semafori di Berlino. Hanno solo rosso e verde che scatta rapidamente quindi all’inizio correvo come una matta per attraversare la strada. Qui sotto potete vedere “l’omino dei semafori”, “Ampelmännchen”. Erano inizialmente i semafori del lato Est della città, ma si stanno allargando nel resto di Berlino.

Il poco tempo a disposizione mi ha permesso comunque di entrare in uno dei musei sull’isola, il Pergamon, non grandissimo rispetto ai musei di altre capitali straniere quali il British Museum o il Louvre, ma secondo me proprio per questo è organizzato meglio.
Nota a parte per il cibo. Parto con chi non ha problemi di nessun genere. Sono presenti tantissimi posti in cui mangiare cibo internazionale, di buona qualità e a prezzi davvero ottimi. Pensate che un piatto di carne con verdure, vino rosso e acqua è costato 12 euro. Qui nemmeno una pizza. Il problema è per chi è celiaco come me. Purtroppo ho notato che rispetto alla Spagna e anche all’Italia non conoscono assolutamente la patologia, quindi non sono attrezzati. Per chi avesse questo problema perciò è necessario attrezzarsi con altre soluzioni.

Nel complesso è vero quello che si dice adesso di Berlino, è una capitale moderna, ben organizzata, multietnica. Si respira una bella atmosfera e direi che merita una seconda visita.